Il caffè come lo facciamo noi…

Sono in viaggio in treno da Napoli verso Roma. Nella mia carrozza ci sono una coppia di giovani napoletani e una signora di Parma sulla quarantina. Iniziano a parlare dello stato pietoso in cui versa la politica italiana.

Inevitabilmente, finiscono per parlare di Napoli e dell’idea che al nord hanno dei napoletani. La signora di Parma, con il suo accento inconfondibile, cerca di persuadere la coppia partenopea che lei ce la mette tutta per convincere i suoi concittadini che i napoletani non sono tutti uguali. Che tra tutta quella “monnezza” c’è pure della brava gente (a quanto pare, senza esito positivo). Fin qui niente da ridire. E’ quando inizia ad argomentare la coppia partenopea che mi si irritano gli occhi. “Voi al nord ci giudicate in maniera spesso pesante”, dice l’uomo “ma poi in vacanza sempre qua venite. Qua trovate il sole, il mare…..e poi il caffè come lo facciamo noi qua”, conclude l’uomo con un sorriso. E qui mi sorge una domanda: è possibile credere di difendere la propria terra in questo modo? Ci mancavano solo la pizza e il mandolino…

A parte il fatto che, alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane, a Parma non sono nella posizione di poter giudicare nessuno, quello che mi preme sottolineare è che queste convinzioni, diffuse tra la maggior parte dei napoletani, poggiano su un’impostazione sbagliata: l’idea cioè che il folklore sia la forza di Napoli, che esso sia o debba essere il miglior marchio di riconoscibilità della città. E a questa deformazione della realtà hanno partecipato anche i media nazionali: fateci caso, Napoli appare in tv solo per il miracolo di San Gennaro, per i presepi di San Gregorio Armeno, per la festa di Piedigrotta, e per i suoi infiniti episodi di criminalità. Mai un accenno a quel fervore culturale che serpeggia nella città, alla rete di teatri che fa di tutto per strappare giovani ragazzi alla criminalità o ancora a chi combatte ogni giorno per far in modo che si affermi una cultura della legalità. Devo dire che in tutto questo larga parte del popolo napoletano  ci sguazza da molto tempo, senza nemmeno provare a reagire. Da napoletano lo dico a malincuore: se andiamo avanti così, “il caffè come lo facciamo noi”…diventerà sempre più amaro.

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